Percorso

Eliminare i debiti

Rappresentazione schematica delle diverse soluzioni possibili per uscire dall'indebitamento

Per eliminare un debito, si deve pagarlo interamente oppure accordarsi col creditore per pagarlo parzialmente a saldo di ogni pretesa di quest’ultimo. La situazione finanziaria e di conseguenza la quota di reddito disponibile per il risanamento dei debiti, è decisiva. Questa parte da investire deve essere calcolata nel modo più realistico possibile, evidentemente perché avanzi di denaro per far fronte alle spese correnti ed evitare nuovi debiti. Ci si deve in particolare preoccupare di pagare le imposte, le casse malati e l’affitto.

Eliminare i debiti attraverso l’Ufficio Esecuzione

Se si ha in corso un precetto per cifre non troppo elevate e si è certi di poter rimediare in pochi mesi, può essere conveniente e più sbrigativo pagare i debiti tramite l’Ufficio Esecuzione. Ma questa scelta ha lo svantaggio di essere caricato di spese e interessi. Da tenere presente che ad un cambio di appartamento il locatore ha il diritto di chiedere agli Uffici Esecuzione degli estratti dei loro registri riguardanti i candidati-inquilini.

Pagare tutti i debiti a rate

Quando i debiti solo rimborsabili entro il termine di tre anni, è consigliabile stabilire un piano di pagamento che tenga conto di tutti i creditori. Fare delle preferenze in base ai propri principi è rischioso, da valutare che ogni rateizzazione è soggetta ad un carico di spese supplementare. Importante è la regolarità sia nell’importo, sia nell’esecuzione del pagamento. Da tenere conto che i debiti a carico della vita sociale, devono avere la precedenza per non incorrere, ad esempio, a sfratti  o alla sospensione delle cure mediche.

Pagare i debiti parzialmente: il risanamento con una rinuncia parziale ai crediti

Quando non è più possibile affrontare il pagamento dei debiti c’è la possibilità di trattare con i creditori offrendo un pagamento parziale a saldo del credito, ad esempio per questi motivi:

  • l’indebitamento dura già da diversi anni
  • esistono gravi problemi di salute o familiari
  • l’incasso forzato pone in concorrenza diversi creditori, turni di attesa tra un pignoramento e l’altro, spese che continuano a lievitare, il debitore subisce il pignoramento del salario per diversi anni.
  • la persona indebitata rischia di crollare sia sul piano emotivo, sia della salute  con la possibilità di perdere il lavoro.

In questi casi è possibile far accettare ai creditori una rinuncia di una parte del loro credito. La condizione fondamentale è che gli acconti siano pagati regolarmente entro un termine che può essere stabilito da uno a tre anni. Una simile durata del rimborso parziale appare tutto sommato relativamente breve, il tempo medio necessario per recuperare i soldi al 100% in via di pignoramento può variare tra i 5 e i 15 anni. L’abbandono di una parte del dovuto rappresenta una perdita sopportabile, rispetto ad una perdita totale del credito.

Non pagare alcun debito: il condono totale

Solo in casi eccezionali quando si constata che un gravissimo ed evidente stato di disagio rende di fatto nulla la responsabilità diretta o indiretta della persona indebitata, i creditori rinunciano completamente ai loro crediti. Questa soluzione straordinaria prevale in genere solo se c’è il consenso unanime di tutti i creditori. Da tenere presente che ai creditori, interessa ottenere un attestato di carenza beni da conservare come prova della perdita subita.

Non pagare nessun debito: l’esecuzione forzata, gli attestati di carenza beni

Il creditore inoltra una  o più domande di esecuzione, le entrate del debitore sono al di sotto del minimo di esistenza e non possiede alcun bene pignorabile.

Non potendo eseguire il pignoramento, l’Ufficio esecuzione invia ai creditori degli attestati di carenza beni, che certificano ufficialmente lo stato di insolvenza (l’incapacità di pagare) del debitore. Questo riconoscimento di debito ha una validità di 20 anni. Il creditore ha la possibilità di ritentare l’incasso tramite una nuova esecuzione, al termine della quale, in caso di nuovo insuccesso, riceve un nuovo attestato di carenza di beni valido per altri 20 anni.

Non pagare i debiti, il fallimento personale (o privato) detto anche autofallimento

Quando la pressione dei debiti diviene insopportabile e non esiste la possibilità di risanare i debiti totalmente, il debitore può domandare alla Pretura del suo Distretto che venga dichiarato il suo fallimento personale. In pratica la crisi finanziaria privata viene riconosciuta e pubblicata sul foglio ufficiale, i debiti vengono congelati con l’emissione di attestati di carenza beni per una durata di 20 anni.
In questo modo c’è la possibilità di ripartire da zero e iniziare una nuova vita senza la strozzatura dei debiti. E’ importante però che si evitino ulteriori indebitamenti e che si debba assumere un corretto approccio alle spese correnti, fatture, imposte, ecc. 

E’ consigliabile il fallimento personale quando si è in una situazione perenne di pignoramento di stipendio poiché svariati anni al minimo esistenziale, la persona non riesce più  a saldare fatture, imposte e spese correnti necessarie al proprio mantenimento.

La procedura di  fallimento ha un costo che varia dai 2 ai 4 mila franchi, inoltre provoca diverse limitazioni nel cambiamento di abitazione, concessioni di prestiti o leasing.

Gli uffici commerciali di risanamento e la concessione di prestiti.

La soluzione, seducente a prima vista di eliminare tutti i creditori a uno solo si rivela il più delle volte catastrofica. Gli uffici commerciali di risanamento o i concessionari di prestito con la loro pubblicità: “Desiderate risolvere in modo rapido, semplice e discreto i vostri problemi finanziari?”, sono assolutamente sconsigliabili.
Occorre tenere presente che i tassi di interesse oscillano tra il 9 e il 14,99% della somma totale dei debiti, ci sono supplementi di spese, di assicurazioni in caso si insolvibilità o malattia, eventuali interessi di ritardo, spese di richiamo  o di ulteriori rateizzazioni che fanno lievitare notevolmente l’importo da rimborsare.


Esecuzione e pignoramento: cosa posso fare come persona escussa?

All'inizio dell'esecuzione (notifica del precetto esecutivo)

Farsi consegnare sempre personalmente il precetto esecutivo

Fare opposizione parziale per tutte le spese d'incasso non giustificate che sono state aggiunte al credito.

L'opposizione totale può servire per guadagnare tempo ma bisogna prevedere che il creditore si rivolgerà a breve-medio termine al Tribunale.

Al momento in cui si riceve l'avviso di pignoramento

Il pignoramento può essere chiesto non prima di 20 giorni e non oltre un anno dalla notifica del precetto.

Appena si riceve l'avviso di pignoramento (di solito con circa un mese di preavviso), è meglio contattare subito, anche telefonicamente, l'Ufficio esecuzione per fissare un appuntamento nella sua sede, invece che al proprio domicilio.

Per questo incontro preparate tutti i documenti che dimostrano le vostre entrate e tutte le vostre spese, comprese le ricevute dei pagamenti correnti da voi effettuati.

Non dimenticate in particolare:

  • i conteggi di stipendio, se la paga è variabile, portare quelli dell'ultimo trimestre
  • le ricevute dei pagamenti dell'affitto e della cassa malati
  • le spese professionali (pasti fuori domicilio, vestiario, trasferta sul posto di lavoro)
  • i pagamenti delle spese per la scuola dei figli
  • eventuali contratti leasing o di acquisto a rate di oggetti strettamente necessari
  • il pagamento degli alimenti
  • le spese per cure mediche coperte parzialmente (partecipazioni) o non coperte dalla cassa malati
  • i conteggi annuali delle spese accessorie dell'abitazione
  • i premi delle assicurazioni auto/RC privata/economia domestica/vita ecc.
  • eventuali spese straordinarie indispensabili o comunque per: trasloco, cure dentarie, visita a parenti all'estero, ricorrenze familiari importanti ecc.

Al momento in cui viene eseguito il pignoramento

  • In caso di pignoramento dello stipendio, al debitore rimane un salario minimo di esistenza. Di regola la tredicesima fa parte interamente della quota nuovi pignoramenti. A volte si invita l’escusso a far valere le proprie necessità, rivolgendosi direttamente ai creditori perché siano loro, e non l’Ufficio esecuzione, a decidere  (rinuncia di pignoramento di una parte di tredicesima).
  • Evitare accordi rateali con altri creditori che non partecipano al pignoramento per non favorire singoli creditori rispetto alla maggioranza che hanno agito in via legale: spesso questi debiti e impegni magari non scaduti che si vogliono mantenere a ogni costo, creano costi (interessi e spese) molto più elevati degli altri che stanno nel pignoramento.

non sono pignorabili:

  • le prestazioni della cassa di compensazione per gli assegni familiari, gli assegni integrativi e di prima infanzia
  • le prestazioni dell'Ufficio del Sostegno sociale e dell'Inserimento.

Gli alimenti ricevuti per i propri figli devono essere conteggiati come entrata al massimo nella misura di un terzo.

E’ consigliabile rendersi responsabili personalmente della trattenuta e pagare tramite ordine permanente mensile bancario o postale a favore dell'Ufficio esecuzione

Se il pignoramento di stipendio, dopo il termine di legge di un anno, si conclude senza il pagamento totale dei debiti, i creditori andati perdenti ricevono degli attestati di carenza beni che possono subito rilanciare entro sei mesi per ottenere un "prolungamento" di un altro anno di questa procedura.

Se si ha il possesso di beni di valore di proprietà di terzi, è necessario conservare tutti i documenti disponibili che provano questa situazione.

Membro dell'associazione mantello Schuldenberatung Schweiz

  



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